Scuola digitale

Un bilancio dell’anno scolastico

 

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(Fonte immagine: http://ascuolaconmarvi.it/)

 

Con l’evento #DiarioDigitale dello scorso 7 giugno si chiude l’anno scolastico.

L’occasione è servita per fare il punto su «Generazioni Connesse», il progetto finanziato dalla Commissione europea e guidato dal Miur per educare i ragazzi alla navigazione sicura in Rete, e su «Programma il Futuro», l’iniziativa realizzata sempre dal ministero in collaborazione con il Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica) per portare fra i banchi della scuola il pensiero computazionale e la programmazione informatica.

«Con il Piano Nazionale Scuola Digitale – ha detto Giannini – abbiamo avviato un cambiamento culturale importante nella nostra scuola. Il digitale non è più solo lavagne interattive e apparecchi tecnologici, ma uno strumento per rinnovare profondamente la didattica e renderla più attrattiva per i ragazzi usando metodi e linguaggi vicini alle loro sensibilità. Abbiamo lanciato il piano ad ottobre, oltre il 65% delle azioni previste sono già partite insieme a 350 milioni di finanziamenti. Siamo molto soddisfatti così come siamo felici del fatto che in due anni di sperimentazione oltre 1 milione di studenti in tutta Italia è stato coinvolto in attività di programmazione informatica. Il successo dell’iniziativa ci spinge ad andare avanti e a prevedere un sempre maggior coinvolgimento di docenti e studenti, con particolare riferimento alle ragazze: il pensiero computazionale può essere una straordinaria forma di avvicinamento alle materie scientifiche da cui spesso le nostre studentesse restano lontane».

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Scuola digitale

Dagli Stati generali alla didattica 2.0

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(Fonte immagine: http://www.scuolaetecnologia.it/)

 

La scuola si trova ad affrontare la prima generazione che ha imparato il digitale prima ancora di saper scrivere, che ha più dimestichezza con lo schermo touch che con la carta. I veri nativi digitali, insomma. Per il sistema scolastico non si tratta quindi di decidere se introdurlo nella didattica o meno, ma più che altro di imparare a gestire una vera e propria
Per questo più di mille tra docenti, dirigenti scolastici e genitori, per oltre un terzo provenienti da fuori Lombardia, hanno animato gli Stati generali della scuola digitale che si sono svolti a fine maggio a Bergamo. Dagli effetti del digitale sull’apprendimento all’organizzazione dei nuovi ambienti scolastici, dai bisogni educativi speciali alla trasformazione dei contenuti didattici, dall’esperienza degli animatori digitali alle sperimentazioni scientifiche, una decina di tavoli tematici ha fatto il punto dell’evoluzione a un anno dal lancio del Piano nazionale scuola digitale. Il quale ha messo sul piatto «investimenti complessivi che stimiamo in un miliardo di euro, sia per la formazione che per l’utilizzo del digitale come strumento trasversale», ha affermato Davide Faraone, sottosegretario del ministero all’Istruzione: «Abbiamo investito nella formazione e nella valorizzazione degli animatori digitali così come nella banda larga: con gli ultimi bandi altre seimila scuole avranno la connessione veloce ed entro fine anno tutte le scuole saranno dotate di banda larga».
E ora si aggiungono 350 milioni di euro messi a disposizione per il bando delle scuole innovative, un concorso di idee per la realizzazione di 52 nuove scuole «all’avanguardia, sostenibili, a misura di studente», perché, come ha sottolineato Laura Galimberti, coordinatrice della missione di Palazzo Chigi per la riqualificazione dell’edilizia scolastica, anche la forma degli ambienti scolastici sta cambiando all’intersezione tra rete e spazio fisico.

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Scuola digitale

Lo smartphone potrebbe tornare nelle classi

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(Fonte immagine: http://www.improntaunika.it/)

 

Nel 2007, il MIUR pubblicò una direttiva in cui vietava l’uso dello smartphone all’interno delle classi. A partire dal prossimo anno scolastico, però, ci potrebbero essere dei cambiamenti perché come dichiarato dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Farone, il MIUR starebbe riflettendo sull’ipotesi di consentire nuovamente l’uso dello smartphone in classe.
Secondo il Ministero dell’Istruzione dall’uso del telefonino in classe non derivano solamente degli svantaggi. Infatti, ci sono dei vantaggi non solo dal punto di vista didattico, ma anche nella lotta al cyber-bullismo e all’inclusione dei giovani con delle disabilità.
Tuttavia, molti docenti e genitori non sono d’accordo con questa ipotesi e sono pronti a dare battaglia fino a quando il MIUR non deciderà di tornare sui proprio passi. Qual è la motivazione che ha portato il Ministero dell’Istruzione a rivedere il divieto dello smartphone in classe? La risposta a questa domanda ci viene data dallo stesso Faraone, che ha dichiarato:
“So bene che non tutti saranno d’accordo sulla novità in arrivo. Questa scelta, però, fa parte di un disegno molto più ampio, perché il governo sta investendo in modo consistente per arrivare ad una digitalizzazione sempre più diffusa nelle scuole. Quindi, suona quasi una contraddizione vietare l’uso di qualsiasi dispositivo in classe, durante le lezioni”.

Lo Stato sta investendo circa 1 miliardo di euro per permettere agli Istituti scolastici di digitalizzarsi, come previsto dalla legge sulla Buona Scuola. Nel dettaglio, gli interventi statali sono mirati a portare la fibra e la banda ultra-larga fino all’ingresso di ogni Istituto scolastico; pagare il canone di connettività; assumere un responsabile per il digitale in ogni scuola; formare tutto il personale scolastico sulle novità introdotte dalla digitalizzazione.

Secondo le intenzioni del MIUR, gli smartphone degli studenti saranno i protagonisti principali di questa rivoluzione. Infatti, i telefonini e i tablet con il passare del tempo dovrebbero andare a sostituire i libri di testo e potrebbero essere utilizzati anche per svolgere i compiti a casa. Agli insegnanti comunque verrà lasciata completa libertà e potranno scegliere se includere o no l’uso dello smartphone nelle loro lezioni.

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Scuola 2.0

Cisco e MIUR collaborano per diffondere le competenze digitali

L’Amministratore Delegato di Cisco Italia Agostino Santoni e il Ministro per l’Istruzione Università e Ricerca Stefania Giannini hanno presentato a Roma i contenuti della loro collaborazione volta a rafforzare la diffusione delle nuove competenze digitali, sempre più necessarie nel mondo del lavoro, nella scuola italiana.
Il tema delle competenze digitali è un pilastro molto importante di Digitaliani, il piano di investimento da 100 milioni di dollari in tre anni per accelerare la digitalizzazione dell’Italia che Cisco ha annunciato nel gennaio scorso; quanto annunciato oggi rappresenta la declinazione di questo piano nei confronti del mondo della scuola.
Nel quadro della collaborazione, Cisco si impegna a raggiungere 100.000 studenti in tre anni, rafforzando la presenza del suo programma di formazione Cisco Networking Academy negli istituti superiori di tutta Italia – soprattutto istituti tecnici e professionali.
Con l’inizio dell’anno scolastico 2016/2017 saranno disponibili per le scuole che sono sede di Cisco Academy nuovi percorsi di formazione Cisco dedicati alla cybersecurity e alle tecnologie per l’industria 4.0, che si affiancano ai corsi già esistenti dedicati alle tecnologie di networking.
Inoltre, saranno attivate azioni di formazione digitale in tutto il territorio nazionale verso personale docente, dirigenti scolastici e personale della scuola – con l’obiettivo di raggiungerne 5.000 nell’arco di tre anni .

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Didattica digitale

TIM in aiuto della tecnologia a scuola

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(Fonte imamgine: https://www.tim.it)

 
TIM punta a migliorare la formazione digitale dei giovani italiani per prepararli al futuro. Sono stati, infatti, circa 300 i volontari TIM coinvolti durante l’anno scolastico che, sfruttando le loro competenze e professionalità informatiche, hanno garantito il supporto didattico in oltre 2200 classi di 436 scuole italiane rivolgendosi a circa 50.000 studenti.
Con questi numeri TIM ha sostenuto, per il secondo anno consecutivo in qualità di partner Fondatore Mecenate, “Programma il Futuro“, l’iniziativa realizzata con il MIUR e ilCINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), finalizzata a promuovere la nuova alfabetizzazione nelle scuole attraverso l’introduzione dei concetti base dell’informatica e del pensiero computazionale. I risultati del progetto “Programma il Futuro” sono stati presentati a Roma, durante il convegno “Diario Digitale – Coding & Safety Day”.

Quest’anno “Programma il Futuro” ha lanciato “Codi-Amo”, il contest pensato per offrire agli studenti l’opportunità di sperimentare forme di espressione originali e stimolanti legate alla programmazione. Le scuole partecipanti (primarie e secondarie di I e II grado) hanno realizzato attraverso il coding giochi, storie ed elaborati grafici, oppure elaborato un contenuto didattico sempre su temi del pensiero computazionale.

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Scuola 2.0

Diario , Coding e Safety Day

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(Fonte immagine: http://www.scuolaetecnologia.it/)

 

Diario digitale – Coding & Safety day” è l’iniziativa promossa da “Generazioni connesse-Safer internet center Italia” di cui il ministero dell’istruzione è coordinatore all’aranciera di san Sisto a Roma. Si è trattato di un momento di riflessione sulle iniziative che hanno caratterizzato l’anno scolastico ormai concluso per fare il punto dello stato dell’arte e iniziare a programmare l’anno che verrà.   Temi centrali dell’incontro: il digitale, il coding e la sicurezza in rete. In apertura, la proiezione del video “Per me internet è”.
A seguire gli interventi di Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’istruzione, Damien Lanfrey e Donatella Solda della segreteria tecnica ministro dell’istruzione, Ernesto Caffo, presidente Sos il telefono Azzurro, Raffaela Milano, direttore dei programmi Italia Europa – Save the children, del rappresentante della polizia di stato – polizia postale e delle comunicazioni e di Fabio Adami, sales manager di poste italiane.   Presentati i risultati del progetto Programma il futuro con l’intervento di Giuseppe Pierro della direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione per parlare di digital skills e life skills nella scuola italiana. Presentati inoltre i risultati di Generazioni connesse: la campagna di comunicazione dei ‘super errori’ e il futuro del progetto.   La seconda parte dell’iniziativa, dedicata agli oscar del digitale e alla premiazione delle scuole partecipanti ai diversi progetti realizzati durante l’anno scolastico: codi-amo (realizzato grazie agli accordi tra Miur e Cini) e Il regista sei tu. Conclusione affidata al ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini.

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Scuola 2.0

Wind sostiene la tecnologia in classe

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(Fonte immagine: http://italy.ashoka.org/)

 

Wind sostiene la social innovation anche grazie alle nuove tecnologie digitali e lo fa attraverso Ashoka, primo network al mondo di innovatori sociali, che ha avviato la mappatura dell’innovazione nelle scuole italiane, non solo dal punto di vista formativo e didattico, ma anche sociale. Wind, infatti, continua a sviluppare il proprio supporto ai progetti che sposano l’innovazione tecnologica al miglioramento sociale e ambientale. Un percorso di cui fanno parte, ad esempio, il magazine on line “Wind Transparency Forum”, il “Wind Green Award” e la piattaforma di crowdfunding “Wind For Fund”, che richiedono il contributo attivo degli utenti sul web.

La mappatura delle scuole vuole offrire una panoramica del mondo nell’innovazione negli istituti scolastici italiani ed essere il primo passo per il lancio del programma internazionale di Ashoka Changemaker Schools. L’obiettivo è inserire anche le scuole italiane che verranno selezionate per il programma in una community impegnata sui temi dell’educazione e che abbia tra le sue priorità quella di incoraggiare gli studenti all’empatia, al lavoro di gruppo, alla leadership e alla creatività, gli ingredienti sui quali poter costruire il proprio futuro.

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